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16

Aug

Grande successo per ”Fuori Fuoco”: la festa del cinema indipendente nelle piazze della provincia di Siena

Per “Rompere gli schermi” sono stati proiettati quattro film di fiction ed un documentario per  rilanciare il giovane cinema indipendente partendo dalle piazze
In attesa della prossima edizione della rassegna, si lavora alla diciannovesima edizione di Visionaria il festival internazionale di cortometraggi che si terrà a Piombino dal 16 al 23 ottobre

La proiezione del documentario Mostar United

Grande successo per “Fuori Fuoco”, la rassegna dell’associazione culturale Visionaria dedicata al giovane cinema indipendente, che ha portato nelle piazze della provincia di Siena - a Sovicille, Chiusi e Monteriggioni - alcuni dei film indipendenti più interessanti degli ultimi due anni.

E’ piaciuta al pubblico la formula scelta dagli organizzatori per “Rompere gli schermi”, uscendo dalle sale cinematografiche e proiettando nelle piazze, una selezione di cinque piccole produzioni di qualità made in Italy di giovani registi italiani, escluse dal circuito della grande distribuzione.

“Siamo molto soddisfatti della partecipazione del pubblico che ha interagito molto anche con i registi presenti alle proiezioni e ha mostrato gradimento nei confronti delle pellicole che abbiamo scelto – dichiara Giuseppe Gori Savellini curatore del progetto – Tutto questo è stato possibile grazie all’impegno e all’esperienza dell’associazione Visionaria e al sostegno delle amministrazioni comunali di Sovicille, Monteriggioni, Chiusi, l’amministrazione provinciale di Siena, la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, la Banca del Chianti Fiorentino e Monteriggioni”.

Claudia Tosi con Giuseppe Gori Savellini

Tra i film proiettati “La terra nel sangue” di Giovanni Ziberna, “Cosmonauta” di Susanna Nicchiarelli, “Il prossimo tuo” di Anne Riitta Ciccone, “Dieci inverni” di Valerio Mieli, c’era anche un documentario “Mostar United” di Claudia Tosi.

“In un momento in cui in Italia il cinema documentaristico sta rinascendo e non trova spazi, abbiamo voluto dare un segnale forte, perché esistono troppi giovani registi che non riescono ad arrivare al grande pubblico con le loro produzioni o autoproduzioni - spiega Giuseppe Gori Savellini -, c’è sempre l’imbuto della grande distribuzione che segue logiche che molto spesso non hanno a che fare con il talento. Speriamo così di poter dare nel nostro piccolo invece un nuovo impulso alle produzioni italiane di qualità e indipendenti”.

In attesa della prossima edizione di Fuori Fuoco, si lavora al programma della diciannovesima edizione di Visionaria, il festival internazionale di cortometraggi che si terrà a Piombino dal 16 al 23 ottobre.

12

Aug

Dieci Inverni di Valerio Mieli

Uno di quei piccoli film che diventano subito grandi casi dell’industria cinematografica. Un regista esordiente, due bravi attori ed una produzione che nasce direttamente dalla Scuola Nazionale di Cinema il tutto al servizio di una piccola storia di formazione e crescita di due persone dentro e fuori un amore che dura anni.

Il film ricorda un altro piccolo caso di qualche anno fa, meno fortunato forse, “Un Amore” di Tavarelli, ci sono le stesse crescite individuali dei personaggi che non riescono a stare fuori da questo amore ma neppure completamente dentro.

La forza del film è ovviamente la sceneggiatura, veloce, spontanea, onesta e familiare che ci mette nella situazionie di conoscere a fondo i due protagonisti ed accettare meglio questo tipo di finale, forse meno coraggioso ma decisamente “partecipato” da tutto il pubblico.

Ultima serata per Fuori Fuoco 2010

sta sera a Castellina Scalo il film Dieci Inverni

regia: Valerio Mieli, Italia, Russia 2009

Prodotto da Csc Production, Rai Cinema, United Film Company, fotografia: Marco Onorato; Soggetto e sceneggiatura; Isabella Aguilar, Davide Lantieri, Valerio Mieli con la supervisione di Federica Pontremoli e Andrei Selivanov; musiche originali: Francesco de Luca e Alessandro Forti; montaggio: Luigi Mearelli.

Con: Isabella Ragonese, Michele Riondino, Liuba Zaizeva, Glen Blackhall, Sergei Zhigunov, Sergei Nikonenko, Alice Torriani con la partecipazione straordinaria di

Vinicio Capossela.

Il film

È l’inverno del 1999. Un vaporetto attraversa la laguna di Venezia. Camilla, diciottenne schiva, appena arrivata dal paese per studiare letteratura russa, nota tra la folla un ragazzo, Silvestro. Anche lui porta con sé una valigia, anche lui è appena arrivato. I due iniziano a guardarsi. Così comincia un’avventura lunga dieci anni che porterà i due ragazzi dalla Venezia quotidiana degli studenti fino alla straniante frenesia di Mosca, con i suoi teatri e le enormi strade trafficate. Camilla e Silvestro vivranno altre storie d’amore, si scriveranno, saranno conquilini nella stessa casetta sulla laguna, ospiti a un matrimonio nella campagna russa e poi ancora passanti distratti nell’affollato mercato di Rialto. Saranno di volta in volta nemici, amici, conoscenti, innamorati, vicini o distanti. Dieci inverni è una storia d’amore, o meglio il prologo di una storia d’amore. Un prologo lungo dieci anni, raccontato per quadri: ogni inverno è una finestra aperta a curiosare nella vita di due persone che non si perdono mai del tutto e intanto crescono, segnate dal difficile e splendido ingresso nell’età adulta.

Il regista

Valerio Mieli è nato a Roma il 27 gennaio del 1978 da madre francese e padre italiano. È laureato in filosofia della scienza con una tesi sul logico e filosofo inglese

Michael Dummett, ha svolto un dottorato di ricerca in filosofia del linguaggio ed è stato visiting scholar presso la Columbia University.

Nel 2004 lascia la carriera universitaria per dedicarsi al cinema e alla fotografia. Frequenta la New York Film Academy, studia recitazione e tiene alcune personali fotografiche; intanto lavora come sceneggiatore e assistente alla regia. Nel 2005 entra al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove realizza diversi cortometraggi premiati in vari festival. 

10

Aug

Domani a Castellina Scalo proiezione di Mostar United con la presenza della regista Claudia Tosi

La regista

Claudia Tosi è nata a Modena nel 1970. Ha studiato Filosofia alla facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna. Nel 2004 realizza “Private Fragments of Bosnia”, Miglior Documentario al Genova Film Festival 2004 e al Mediterraneo Video Festival, 2005; selezionato all’International Documentary Film Festival di Amsterdam (IDFA) 2004; a One World Human Rights Festival, Praga, 2005; al Festival de’ Popoli, 2005.

Nel 2006 dirige “Building the Winter Games”, una serie prodotta da Stefilm per Discovery Channel Europe (3X46’).

Nel 2008 realizza “Mostar United”; in concorso a IDFA 2008 e al Trieste Film Festival 2009.

09

Aug

Mostar United

regia: Claudia Tosi, Italia, Slovenia 2008

Prodotto da Stefilm International, Petra Pan Film Production, Multicanal Iberia; fotografia: Brand Ferro; Soggetto e sceneggiatura; Claudia Tosi; musiche originali: Daniele Rossi, Like a Shadow; montaggio: Rasmus Høgdall Mølgaard e Marco Torrisi (assistente).

Il film

Dopo aver combattuto nella guerra di Bosnia-Erzegovina per proteggere la sua Mostar e il Ponte, Mensud è impegnato in una nuova battaglia: trasmettere alle nuove generazioni il senso perduto dell’unità.

Divisa e avvelenata dal nazionalismo, Mostar non è più la Montmartre dei Balcani che era prima della guerra, ma due “ghetti” separati da un grande boulevard.

Sul campo della sua scuola calcio del Velez, la squadra storica di Mostar, Mensud guida un esercito di ragazzini, ma suo figlio Dzenan, uno degli allievi, sogna un ingaggio in Europa e una vita lontana dall’odio.

11 -12 agosto Fuori Fuoco si sposta a Castellina Scalo

11 agosto - MOSTAR UNITED di Caludia Tosi,

Alla proiezione sarà presente la regista

12 agosto - DIECI INVERNI di Valerio Mieli

05

Aug

Men at work

04

Aug

Il prossimo tuo

 

«Là dove c’è il pericolo cresce anche ciò che salva». Questa è la lapidaria frase che chiude il film e sussurra allo spettatore il senso della pellicola della giovane Anne-Riitta Ciccone ed anche una via d’uscita. I protagonisti del film sono soli con dolori più grandi di loro, ma sono protagonisti universali, che vanno al di là della loro collocazine geografica o dell’origine particolare del loro personale dolore. Una pellicola che davvero merita di essere rivista e ripensata, per lo sguardo internazionale ma profondamente intimo che ha. Un modo per ricordare che si è ovunque stranieri se non si fanno prima i conti con noi stessi.

Il film a tinte forti e orgogliosamente indipendente che può contare su una notevole capacità tecnica che deriva anche dalla scelta delle ambientantazioni e da azzeccate soluzioni di fotografia, ma soprattutto dagli attori, dove spicca la meno nota – per noi italiani – Laura Malmivaara.

“Il prossimo tuo” di Anne Riitta Ciccone

Seconda serata a Montallese con “Il prossimo tuo”


regia: Anne Riitta Ciccone, Italia, Francia, Finlandia 2008

Prodotto da La Trincea, FS Film Oy, Astra Films, fotografia: Fabio Cianchetti, Pasquale Mari, Fabio Zamarion; Soggetto e sceneggiatura; Anne Riitta Ciccone; musiche originali: Franco Piersanti; montaggio: Marco Spoletini, Luigi Mearelli.

Con: Maya Sansa, Jean-Hugues Anglade, Laura Malmivaara, Sulevi Peltola, Diane Fleri, Massimo Poggio, Matti Ristinen, Romina Hadzovic, Samuel Cahu, Ivan Franek, Aylin Prandi, Dijana Pavlovic.

Il film

Roma, Parigi, Helsinki. Tre storie - principalmente tre - di persone che per diversi motivi hanno paura degli altri. “L’altro”, il vicino è fonte di ansia e di disturbo per Maddalena, Jean Paul ed Eeva , così anche per la piccola Elèna che vive a Roma ma la cui famiglia è extracomunitaria, per il professor Usko che non si è mai spostato dalla Finlandia e che è stupito e preoccupato dalla velocità con cui cambiano i tempi e la sempre maggiore mescolanza delle genti e delle lingue. Eeva è una hostess di terra che vive vicino ad Helsinki e che tenta di allontanare gli altri, ma accanto alla sua nuova casa vive Usko che cerca di richiamarla a un rapporto umano. Jean Paul  è un giornalista che vive a Parigi e che affronta lo shock post traumatico seguito al suo essere sfuggito per pura casualità ad un attentato. Un uomo che ha quasi paura del suo essere vivo e dei pericoli che possono nascondersi dietro l’angolo, incapace ormai di rapporti umani sani, rifiuta l’amore della giovane compagna Caroline , vive male il rapporto con i figli, a causa di un conflitto irrisisolvibile con la ex moglie Sabine. Maddalena vive a Roma, è una giovane pittrice che non crede più nelle persone e nei sentimenti, ma che incontrando la giovane Elèna, piccola straniera piena di talento e sogni, trova qualcuno di cui occuparsi. In un clima generale di sospetto, aggrappandosi alla carnalità del sesso inteso quasi come un’ossessione  rifugiandosi tra le quattro pareti di casa per paura della violenza, i protagonisti  vivono storie apparentemente lontane ma con punti di contatto che illustrano un’umanità piena di differenze ma talmente uguali nel sentire da fare apparire le loro storie parallele, quasi complementari.

La regista

Nata nel 1967 a Helsinki in Finlandia, si trasferisce da piccola in Italia dove si laurea in Filosofia. Nel 1987 inizia a lavorare nel mondo dello spettacolo come assistente coreografa. Poi sposta i suoi interessi verso il teatro ed il cinema dove lavora come aiuto regista, fra gli altri, di Nanni Loy, Angelo Longoni, Manfré e Coltorti. Dal 1995 si dedica anche alla scrittura teatrale e cinematografica. Nel 1999 ha firmato il suo primo cortometraggio, “Banana Splatter”, mentre nel 2000 ha esordito anche nel lungometraggio con “Le sciamane” a cui seguono “L’a more di Marja” e “Il prossimo tuo”.

03

Aug

Il Cosmonauta

Una commedia di rara ironia, dove la nostalgia di situazioni, colori ed esperienze non tracima mai in pietismo o peggio ancora in una scontata posizione reazionaria. La forza della pellicola di Susanna Nicchiarelli sta proprio nell’autoironia che non nasconde, si potrebbe quasi definire una celebrazione del ridere di noi stessi, noi intesi come italiani che sulle storie raccontate da questo film abbiamo fatto crescere le nostre radici. Non c’è nostalgia in questa storia, proprio perché si ride molto di questo passato comune.

Una citazione meritano gli attori, dai più famosi agli emergenti, tutti perfettamente in parte a cominciare dalla formidabile protagonista Miriana Raschillà che con candore ci racconta il suo percorso formativo di donna dentro la nostra società, quella di ieri non dissimile da quella di oggi.

Il cosmonauta

di Susanna Nicchiarelli

sta sera ore 21:30 Montallese, Chiusi

Prima serata a Chiusi

Dopo “Il cosmonauta” di Susanna Nicchiarelli

AZRAA WA AHMAR

di Mahmood Soliman (Egypt 2006)

Vincitore Premio della Giuria - Visionaria 2007


Un ragazzo e una ragazza vivono un amore segreto. La società rifiuta di riconoscere questa relazione, illegale anche giuridicamente, vista la povertà del giovane. Mentre fanno sesso una calamità incombe su di loro, il letto cade improvvisamente. Questo incidente cambierà la loro storia.

Durata: 11’30” - Anno di produzione: 2006 - Produzione: Mahmood Soliman - Formato: Mini Dv - Soggetto: Mahmood Soliman - Sceneggiatura: Mahmood Soliman - Musica: Ainr Abo Zikry - Fotografia: Mohammad Hamdy - Montaggio: Ahmad Abo Saada - Interpreti: Bassem Samra, Reem Hegab

02

Aug

3 e 4 agosto - Montallese, Chiusi

Seconda settimana per FuoriFuoco che si sposta a Chiusi

Domani la prima serata con

Il cosmonauta” di Susanna Nicchiarelli

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Prodotto da Domenico Procacci per Fandango in collaborazione con Rai Cinema; fotografia: Gherardo Gossi; Soggetto e sceneggiatura; Susanna Nicchiareli e Teresa Ciabatti; musiche originali: Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo; montaggio: Stefano Cravero.

Con: Clauda Pandolfi, Sergio Rubini, Miriana Raschillà, Pietro del Giudice, Michelangelo Ciminale, Valentino Campitelli, Susanna Nicchiarelli, Angelo Orlando.

Il film

È il 1957, la cagnetta Laika è stata appena mandata nello spazio dai sovietici, Luciana ha nove anni e sul più bello scappa dalla cerimonia della comunione: “Io là non ci torno perché sono comunista!”. È stato suo fratello più grande a trasmetterle la passione per la politica: un ragazzo strano, Arturo, che vive in un mondo tutto suo, è fissato con l’Unione Sovietica e soprattutto con la corsa allo spazio, tanto che parla solo di quello, e crescendo Luciana comincia a vergognarsi di questo fratellone un po’ bizzarro. In famiglia poi, la ragazza non fa altro che litigare: Luciana non sopporta il patrigno, la sua casa, i suoi soldi, e il modo in cui cerca di farle da padre. A quindici anni Luciana è già entrata a far parte del circolo della FIGC locale, nella sezione che frequentava suo padre, morto ormai da tanto tempo e che tutti ricordano come un “vero comunista”. Con i giovani compagni di partito Luciana vive i suoi primi amori e i suoi primi tradimenti. Quando riceverà la condanna da parte dei compagni adulti della sezione, suo fratello non sarà più accanto a lei come quando erano piccoli per sostenerla e consolarla. Allora Luciana, come Valentina Tereshkova, la prima donna cosmonauta, dovrà fare tutto da sé.

La regista

Susanna Nicchiarelli è regista, sceneggiatrice e attrice, nata a Roma nel 1975, si laurea in Filosofia a La Sapienza per poi proseguire gli studi alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha conseguito successivamente un diploma al corso di regia al Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma.

Ha girato diversi cortometraggi. Si confronta anche con l’animazione nel 2009 con Sputnik 5, cronaca delle imprese spaziali di un eterogeneo gruppo di animali, cavie da laboratorio sovietiche. Al suo attivo anche un mediometraggio girato nel 2004, Uomini e zanzare. Tre i documentari: Ca Cri Do Bo – I Diari della Sacher nel 2001, Il terzo occhio e L’ultima sentinella. Nel 2006 si occupa della realizzazione del backstage de Il caimano di Nanni Moretti.

Il lungometraggio d’esordio è Cosmonauta presentato al Festival del Cinema di Venezia nel 2009.

30

Jul

Inaugurazione bagnata inaugurazione fortunata per la rassegna estiva Fuori Fuoco – Rompere gli schermi

La prima serata è oramai in archivio, ieri sera infatti abbiamo portato in piazza Marconi a Sovicille “La Terra nel sangue” di Giovani Ziberna.

La piazza era piena e considerati tuoni ed i fulmini che si aggiravano sopra la montagnola crediamo che saremmo potuti essere anche in più persone.

La serata si è conclusa nella sede di Serperegolo, infatti il finale della serata è stato salutato dall’acquazzone, ma il confronto finale tra spettatori e pubblico c’è stato comunque, grazie appunto a Giulio e agli amici di Serperegolo.

Un ringraziamento davvero di cuore va a Giovanni Ziberna e Mattia Vecchi, che hanno raccontato il loro progetto di cinema in modo davvero sincero e partecipato. Abbiamo scoperto che si può fare cinema lontano dai grandi circuiti ed in periferia, abbiamo scoperto che ancora qualcuno ci prova a piegare questo mondo alle proprie capacità e possibilità. Ma noi lo sapevamo già.

Ci vediamo la settimana prossima a Chiusi, con altri due film davvero imperdibili: Il Cosmonauta di Susanna Nicchiarelli e Il Prossimo Tuo di Anne Riitta Ciccone.